Quanta qualità c’è in una casa Thoma?

Fin dalle origini è valso per Thoma il principio di poter proporre un prodotto che fosse e rimanesse completamente naturale – vale a dire pareti, tetti e solai al 100% in legno locale, altrimenti niente. Allo stesso tempo l’azienda voleva essere sempre originale dal punto di vista tecnico e migliore per classe rispetto alle soluzioni attuali.
Una decisione importante per poter attuare questa aspirazione, fu la volontà di gestire l’intera filiera della materia prima.

Il ciclo produttivo di Thoma
Nella falegnameria di Gußwerk in Stiria arrivano a partire da fine settembre di ogni anno i tronchi degli alberi tagliati con luna piena o calante: più di 60.000 metri cubi di legname vanno a riempire il piazzale. Si tratta del famoso legno lunare, che Thoma fa tagliare a quote superiori ai 1.000 m rispetto il livello del mare, dove gli alberi hanno la possibilità di maturare nella maniera migliore: visivamente si osserva che i loro anelli di crescita in questo caso sono più ravvicinati, aspetto di pregio in edilizia. Per essere certi di avere a disposizione la materia prima migliore, si scelgono le piante più adeguate e mature. Può sembrare uno scempio abbattere piante vecchie, in realtà si tratta di un taglio selezionato e non discriminato, in quanto il legno impiegato da Thoma proviene da foreste gestite in maniera sostenibile secondo lo standard PFSC. Inoltre questo taglio consente di far crescere le piante più giovani che in precedenza non avevano lo spazio e l’accesso alla luce.

Legno lunare tagliato in quota

I tronchi appena arrivati a Gußwerk vengono scortecciati per allontanare gli insetti ed evitare possibili infestazioni successive
Dopo questa operazione i tronchi vengono tagliati in tavole che poi sono disposte ad essiccare all’aria aperta, solamente dopo 12-24 mesi sono pronte per diventare una parete Thoma. Hanno raggiunto un contenuto d’acqua tra il 15 e il 20%, per ottenere ulteriori miglioramenti servirebbero molti anni, per questo viene impiegato un forno di essicamento, al fine di ottenere un contenuto d’acqua dell’ordine del 12 +/-2% Questo processo è indispensabile, perché dovete pensare che in abitazioni con riscaldamento centralizzato l’umidità del legno oscilla tra il 6 e il 10% e a causa dell’aria più asciutta, le pareti e i pavimenti in massello, le perline ecc…potrebbero dare origine a crepe e fessurazioni molto ampie.
Alcuni diranno: “Come mai le tavole non si mettono nel forno fin dall’inizio? Si risparmierebbe parecchio tempo!”. Se si procedesse in questa maniera, il legno sarebbe sottoposto a uno stress molto grande per un periodo di tempo breve e questo potrebbe accelerare la formazione di crepe. Il legno essicatosi velocemente si deformerà di più del legno lasciato maturare naturalmente.

Adesso il legno è pronto per l’impiego, per cui viene portato nello stabilimento di Stadl an der Mur dove viene stoccato all’interno di depositi. Man mano che le varie commesse arrivano alla fabbrica, le tavole immagazzinate vengono impiegate, ma non in maniera automatica, è necessario comunque l’intervento dell’uomo, che nessuna macchina è in grado di sostituire al 100%. Infatti all’inizio della catena produttiva ci sono degli operatori che controllano la qualità delle tavole di legno, misurano l’umidità e mettono da parte quelle che non corrispondono agli standard previsti. Anche per impostare ciascun elemento in legno (pareti, solai, tetti…) è fondamentale l’intervento dell’uomo: operai specializzati controllano che tutto venga preparato in maniera corretta, se così non è intervengono in prima persona e fanno il lavoro a mano.

L’impianto a Stadl an der Mur

Allo stesso tempo vengono impiegate tecnologie moderne: grazie a impianti fotovoltaici viene prodotta energia per la produzione, che viene scambiata sul posto con la rete. In questo modo siamo autosufficienti e amici dell’ambiente.

L’azienda investe molto in ricerca per rendere i propri prodotti sempre più evoluti e prestazionali. Pensate per esempio alle pareti Thermo da 25 cm, da 30 cm o da 36 cm. In questi casi le tavole che sono state unite insieme sono state preventivamente lavorate per ottenere delle scanalature che hanno la funzione di immagazzinare aria ferma, al fine di aumentarne la capacità di isolamento termico (la cosiddetta trasmittanza termica). Ecco spiegata la parola “Thermo” con cui chiamiamo le pareti di maggiore spessore dove viene applicata questa procedura.
Ancora una volta la natura ci è servita come fonte di ispirazione, per esempio anche il piumaggio dei pinguini o il pelo dell’orso bianco contiene delle bolle d’aria che consente a questi animali di essere più isolati e di non sentire il freddo.

Dettaglio di una parete da 36 cm

Moderni principi di produzione
Al giorni d’oggi la tendenza generale di una azienda è di organizzare all’esterno le fasi produttive facendo arrivare in stabilimento i semilavorati o le singole parti per impiegarle o per avviarle alla vendita.
Questo principio può essere applicato con prodotti come plastica, lamiera ecc… che possono essere progettati e realizzati in modo standard, però non con il legno, un materiale organico e vivo che ha bisogno del suo tempo.
Di conseguenza Thoma ha sviluppato una catena produttiva per garantire al cliente finale un prodotto di alta qualità, in grado di durare per generazioni e che rappresenti perciò un investimento. Per questo motivo impiega solo legno lunare e investe molto in capitale umano, promuovendo le capacità e la preparazione dei suoi operai.
Come può un cliente, che volesse costruire usando legno lunare, essere sicuro che le sue esigenze sono state centrate e soddisfatte? Per esserne sicuro, dovrebbe seguire di persona tutta la catena produttiva, dal deposito in magazzino fino alla realizzazione di pareti, pavimenti, travi, ecc…
Oppure si può affidare alla azienda Thoma ed aspettare a cuor leggero che la sua casa dei sogni venga realizzata.

Thoma Holz
Thoma Holz
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